Le ultime parole famose ed ecco che il post parto mi ha subito smentito… Dovete sapere che il sistema sanitario olandese si basa sulle assicurazioni private. Potete immaginare quindi la pressione che c’è per mantenere bassi i costi, i dottori della mutua devono abdicare alla propria competenza diagnostica per seguire dei protocolli. In pratica aspettano l’evidenza della malattia per farti le analisi, prevenire è troppo costoso. La prescrizione tipica è “Let’s wait and see” (stiamo a vedere), che prende due declinazioni: “stiamo a vedere, intanto bevi tanta acqua” per i disturbi che vanno dalla cistite all’otite e “Stiamo a vedere intanto prendi del paracetamolo” per qualunque sintomatologia dolorosa.

Così succede che a 7 settimane dal parto vado dalla mia dottoressa e le dico che ho ancora perdite di sangue consistenti, che sono aumentate e che ho pure dei crampi all’utero. Qui parte la check list di rito:

  • Hai la febbre ?
  • No
  • Hai nausea?
  • No
  • Sei molto stanca?
  • Sì, beh ho un neonato di 7 settimane…
  • Allora aspettiamo ancora una settimana e se hai ancora perdite torna qua.
  • Io posso anche tornare, ma poi Lei non ha tempo di prenotarmi la visita specialistica perchè la settimana successiva vado in italia.
  • Allora fatti vedere in Italia.

…Dank u well! Dunque a 9 settimane dal parto in Italia vedono che ho ancora un pezzo di placenta nell’utero che miracolosamente non ha fatto infezione. Mi operano di corsa.

Sanità

Nelle varie visite fatte in Italia mi saltano all’occhio le immagini sacre: Gesú bambino dietro alle spalle del pediatria, la preghiera del medico affissa al muro del dottore della mutua… Sono quei dettagli che sanno proprio di Italia, quei dettagli che in Olanda mai e poi mai. E a una pobre emigrante come me fanno tenerezza perché sanno di casa, tanto quanto la mortadella.

Il 26 aprile è nata Penelope e da allora sono una MILS: Mother and I’d Like to Sleep. :)  Per questo il blog è fermo, ubi maior …

Anche se ci starebbe proprio un post su come si fanno i bambini in Olanda… ;)

In Olanda sei seguita da uno studio di ostetriche che chiamerai al momento cruciale, ovvero quando si rompono le acque o quando hai già le contrazioni da un’ora a intervalli regolari di 5 minuti e le contrazioni durano un minuto. Prima no, non se ne fa niente. Le chiami e quella di turno viene a visitarti a casa, se ti trova dilatata al punto giusto (4-7 cm) si va insieme in ospedale dove lei ti farà partorire, oppure si partorisce allegramente a casa, opzione molto in voga in Olanda. Una volta partorito, se tutto è normale ti dimettono in 2 ore e vieni ospedalizzata a casa tua, infatti esiste la figura della Kraamzorg: un’infermiera specializzata sta a casa tua tutto il giorno per 8 giorni e fa tutto, si prende cura di te, del bebè, pulisce, cucina, fa il bucato e ti insegna a gestire la piccola creatura urlante. Benedetta sia la Kraamzorg! La cosa migliore di questo paese! Immagino che vorrete sapere come è andata…

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Il travaglio – Drive safe

Sabato 26 aprile, ore 18:20, stavo guardando una puntata di Weeds quando un violento crampo alla pancia mi ha tirato giù dal divano facendomi accortocciare sul pavimento. Io e mio marito ci siamo guardati: c’est parti. Al che mio marito ha sfoderato l’i-pad con l’applicazione per il travaglio e ha incominciato a cronometrare le contrazioni. Le prime tre sono partite a distanza di 5 minuti, in breve si sono palesate ogni 3 minuti e mezzo, ma le contrazioni erano di intensità e di durata irregolare. Ci avevano detto che le prime contrazioni sono irregolari per cui il mio consorte ha cercato di tranquillizzarmi “ tieni duro, vedrai che tra poco si regolarizzano e si fanno più distanti, ogni 20 minuti, poi ogni 10 poi ogni 5”. Dopo due ore stavo urlando di dolore e conscia che il parto di una primipara vuole tra le 12 e le 24 ore ho stracciato i miei buoni propositi e ho pronunciato la fatidica frase che ogni partoriente prima o poi dice “voglio l’epidurale!”. Eh sì, perché se fa così male  dopo due ore, come reggo altre 10 o 15 ore?! Mio marito, istruito dal corso preparto, ha cercato di tranquillizzarmi, ma dopo mezz’ora mi sono imposta “chiama l’ostetrica e dille che voglio andare in ospedale subito per l’epidurale!”

Le ostetriche arrivano, una mi misura e sbianca.

  • Dobbiamo andare svelti in ospedale – dice a mio marito
  • Ma di quanti cm è? – chiede lui
  • Ci siamo quasi…ma…drive safe!

Io le sento parlare in olandese: a sole 3 ore dalla prima contrazione sono a 9 cm, (si partorisce a 10, per chi non lo sapesse).  Ma mio marito non parla olandese e a lui non lo diciamo.

Il parto – I heard you rocked it

Penelope è nata a 5 ore e mezza dalla prima contrazione e durante tutto il travaglio non sono riuscita a stendermi o sedermi dal dolore, ho partorito in piedi e con urla selvagge. Il che ha riscosso una grande ammirazione da parte delle ostetriche perché qua in Olanda sono molto naturisti, go with the flow. Non so se sia un fatto culturale, al corso ci avevano detto che non è vero che si urla forte, che sono cose da film. Io ho urlato come mai in vita mia. Qualche giorno dopo mi ha telefonato l’ostetrica che ci aveva fatto il corso pre-parto : I heard you rocked it- ha voluto sentire da me la storia di questo parto che è diventato leggenda tra le ostetriche perché ho fatto tutto da sola, in piedi e in 5 ore e mezzo. You’re a natural talent - mi hanno detto.

Penelope non è stata da meno:  è nata piangendo a squarciagola e si è zittita solo con la prima poppata, l’infermiera l’ha subito bollata come un Italian temperament.

In conclusione, a dispetto dei timori relativi al sistema olandese, noi ci siamo trovati bene!

 

Non è facile fare una campagna di raccolta fondi per i malati di cancro. Non è facile perchè nessuno ha voglia di sentire parlare di malattia e morte. Allora spesso si gioca la carta della compassione, si fa leva sulla pietà e si strumentalizza il dolore del malato.  L’associazione olandese KWF invece è riuscita a fare uno spot pieno di positività e ottimismo dal titolo “tutti meritano un domani” che unisce malati, ricercatori e volontari, le didascalie recitano:

  • domani torno per la prima volta in spiaggia
  • domani posso andare a casa
  • domani ci siamo ancora più vicini
  • domani qualcuno sarà grato per quello che ho fatto oggi

E lo spot si conclude così “tutti meritano un domani, oggi va su kwf.nl“, dove è possibile fare la donazione.

kwf

 

La multinazionale svedese SCA produce assorbenti, in Italia venduti con il marchio Nuvenia, in altri paesi sotto il brand Libresse. Dal primo marzo acquistando una confezione di Nuvenia o Libresse si può vincere un viaggio a New York. Lo spot per promuovere il concorso Pink Ticket è stato fatto da un’agenzia svedese, e si vede! ;) Mette in scena adolescenti e donne, bianche e nere, magre e grasse. Non ricordo di aver mai visto prima in pubblicità una donna con la cellulite mentre salta di gioia.

Sul sito Libresse olandese trovi lo spot, sul sito italiano Nuvenia no: lo mandano in onda anche in Italia?

libresse

Il 2 dicembre, quando lessi sui giornali di 7 cinesi arsi vivi in una fabbrica di Prato dove lavoravano in schiavitù, pensai all’8 marzo. Pensai alla festa della donna, che secondo la leggenda ricorda le operaie morte nel rogo scoppiato nel capannone in cui erano state chiuse a chiave.

In entrambi i casi si tratta di lavoratori abusati nei loro diritti fondamentali: il diritto a non lavorare in schiavitù, il diritto a non essere rinchiuso, il diritto alla sicurezza. È più facile abusare dei gruppi sociali deboli e la Storia non ha risparmiato nessuno: nel 21° secolo sono i cinesi, nel 20° sono state le donne, il 19° secolo ha infierito anche su maschi bianchi, quelli che oggi sarebbero WASP.

L’8 marzo alcune donne si concentrano sulle conquiste e festeggiano, altre colgono l’occasione per focalizzare i traguardi ancora da raggiungere. In tutti i modi, credo che dobbiamo a noi stesse un momento di introspezione: mi capita di discriminare i gruppi sociali più deboli? La risposta è facile: sì, succede a tutti. Prendiamoci un momento per capire chi discriminiamo e in che modo. Può essere un senso di superiorità che si insinua nel tono della voce quando ci rivolgiamo a una persona ignorante; può essere uno sguardo di diffidenza al pakistano del negozio sotto casa; può essere un pettegolezzo sul figlio gay della vicina, può essere il disagio di fronte a un diversamente abile. Se non vogliamo una società che abusa dei gruppi deboli, incominciamo noi stesse a non discriminare. Auguri! Vi auguro di riuscirci! :)

Pochi giorni fa è nato il bimbo di una delle mie amiche storiche, una di quelle che conosco dalle elementari, siamo cresciute insieme. Sono quei momenti in cui l’espatrio pesa come un macigno sul cuore: ti impedisce di partecipare ai grandi eventi delle persone che ami. Se fossi stata a Bologna, sarei andata a trovarla in ospedale e poi a casa, le avrei portato un regalo per il piccolo e magari qualcosa da mangiare, che viene sempre utile avere qualcosa di pronto. Invece sono lontano e l’unica cosa che posso fare è inviare un regalo. Potrei comprare qualcosa sul sito di Prenatal o Zalando, ma verrebbe recapitato senza avviso, magari in un momento inopportuno, quando mamma e bimbo si sono appena addormentati. Allora ho pensato di sentire le altre amiche: possiamo fare un regalo cumulativo e loro glielo portano in un momento concordato, in modo da non disturbare. Mi basterebbe fare un bonifico a chi anticipa i soldi -pardon- mi sarebbe bastato fino al 1 febbraio, oggi non posso più perché su ogni bonifico dall’estero c’è una trattenuta del 20%. In pratica l’amica che va a comprare il regalo, si vedrebbe trattenere il 20% dal mio bonifico sulla presunzione che sia fonte di reddito dall’estero, starebbe a lei dimostrare che non lo è.

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Tra un paio di mesi si sposa il cugino di mio marito, che fu a sua volta nostro testimone di nozze, vorremmo fargli un bonifico per contribuire all’inizio della sua vita coniugale, ma gli tratterrebbero il 20%, dovrebbe dimostrare che quei soldi non provengono da una fonte estera di reddito.

Così tutto il flusso di soldi che non sono fonte di reddito viene fortemente disincentivato. Parliamo del frutto di risparmi guadagnati e già tassati all’estero. Significa che i risparmi accumulati in Olanda non possono essere spostati in Italia tramite bonifico sul conto corrente di una persona fisica. Sono risparmi accumulati dal mio stipendio olandese, già regolarmente tassato in Olanda, su cui l’Italia non ha alcun diritto visto che la mia posizone fiscale è regolarizzata in quanto iscritta all’Anagrafe dei residenti italiani all’estero: sono tassata in Olanda sui redditi percipiti in Olanda e sono tassata in Italia sui redditi percepiti in Italia. Il problema non riguarda solo gli italiani residenti all’estero, ma anche quelli residenti in Italia (trovate una bella casistica nell’articolo de Il Sole24 ore che vi linko in calce), e riguarda anche gli stranieri, per esempio quelli che hanno una seconda casa in Italia, e non sono pochi. Sono molti i pensionati dei paesi nordici che si trasferiscono a vivere nel sud Europa perché costa meno e il clima è più clemente con gli acciacchi della terza età: ci sarebbe una trattenuta del 20% sulla loro pensione che girano sul conto italiano.

Questa norma in pratica ridurrà il flusso di denaro dall’estero verso l’Italia, il flusso bancario si badi bene, non quello dei contanti. Questa norma fa sì che gli emigrati che spediscono soldi a casa si vedranno applicare una trattenuta del 20%, che verrá restituita in seguito, previa dimostrazione della natura del bonifico, con un conguaglio.

Per approfondire la questione vi lascio due link de Ilsole24ore, ma soprattutto vi lascio il link della petizione contraria a questa norma su change.org, bastano 10 secondi per firmarla e siamo giá oltre gli 11.000.

Per la petizione clicca QUI

Ilsole24ore: Ritenuta automatica del 20% sui bonifici dall’estero / I quesiti dei lettori

AGGIORNAMENTO: la norma è appena stata sospesa, la petizione  è stata molto efficace. Restiamo all’erta perché si parla solo di sospensione!

 

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