La multinazionale svedese SCA produce assorbenti, in Italia venduti con il marchio Nuvenia, in altri paesi sotto il brand Libresse. Dal primo marzo acquistando una confezione di Nuvenia o Libresse si può vincere un viaggio a New York. Lo spot per promuovere il concorso Pink Ticket è stato fatto da un’agenzia svedese, e si vede! ;) Mette in scena adolescenti e donne, bianche e nere, magre e grasse. Non ricordo di aver mai visto prima in pubblicità una donna con la cellulite mentre salta di gioia.

Sul sito Libresse olandese trovi lo spot, sul sito italiano Nuvenia no: lo mandano in onda anche in Italia?

libresse

Il 2 dicembre, quando lessi sui giornali di 7 cinesi arsi vivi in una fabbrica di Prato dove lavoravano in schiavitù, pensai all’8 marzo. Pensai alla festa della donna, che secondo la leggenda ricorda le operaie morte nel rogo scoppiato nel capannone in cui erano state chiuse a chiave.

In entrambi i casi si tratta di lavoratori abusati nei loro diritti fondamentali: il diritto a non lavorare in schiavitù, il diritto a non essere rinchiuso, il diritto alla sicurezza. È più facile abusare dei gruppi sociali deboli e la Storia non ha risparmiato nessuno: nel 21° secolo sono i cinesi, nel 20° sono state le donne, il 19° secolo ha infierito anche su maschi bianchi, quelli che oggi sarebbero WASP.

L’8 marzo alcune donne si concentrano sulle conquiste e festeggiano, altre colgono l’occasione per focalizzare i traguardi ancora da raggiungere. In tutti i modi, credo che dobbiamo a noi stesse un momento di introspezione: mi capita di discriminare i gruppi sociali più deboli? La risposta è facile: sì, succede a tutti. Prendiamoci un momento per capire chi discriminiamo e in che modo. Può essere un senso di superiorità che si insinua nel tono della voce quando ci rivolgiamo a una persona ignorante; può essere uno sguardo di diffidenza al pakistano del negozio sotto casa; può essere un pettegolezzo sul figlio gay della vicina, può essere il disagio di fronte a un diversamente abile. Se non vogliamo una società che abusa dei gruppi deboli, incominciamo noi stesse a non discriminare. Auguri! Vi auguro di riuscirci! :)

Pochi giorni fa è nato il bimbo di una delle mie amiche storiche, una di quelle che conosco dalle elementari, siamo cresciute insieme. Sono quei momenti in cui l’espatrio pesa come un macigno sul cuore: ti impedisce di partecipare ai grandi eventi delle persone che ami. Se fossi stata a Bologna, sarei andata a trovarla in ospedale e poi a casa, le avrei portato un regalo per il piccolo e magari qualcosa da mangiare, che viene sempre utile avere qualcosa di pronto. Invece sono lontano e l’unica cosa che posso fare è inviare un regalo. Potrei comprare qualcosa sul sito di Prenatal o Zalando, ma verrebbe recapitato senza avviso, magari in un momento inopportuno, quando mamma e bimbo si sono appena addormentati. Allora ho pensato di sentire le altre amiche: possiamo fare un regalo cumulativo e loro glielo portano in un momento concordato, in modo da non disturbare. Mi basterebbe fare un bonifico a chi anticipa i soldi -pardon- mi sarebbe bastato fino al 1 febbraio, oggi non posso più perché su ogni bonifico dall’estero c’è una trattenuta del 20%. In pratica l’amica che va a comprare il regalo, si vedrebbe trattenere il 20% dal mio bonifico sulla presunzione che sia fonte di reddito dall’estero, starebbe a lei dimostrare che non lo è.

euro

Tra un paio di mesi si sposa il cugino di mio marito, che fu a sua volta nostro testimone di nozze, vorremmo fargli un bonifico per contribuire all’inizio della sua vita coniugale, ma gli tratterrebbero il 20%, dovrebbe dimostrare che quei soldi non provengono da una fonte estera di reddito.

Così tutto il flusso di soldi che non sono fonte di reddito viene fortemente disincentivato. Parliamo del frutto di risparmi guadagnati e già tassati all’estero. Significa che i risparmi accumulati in Olanda non possono essere spostati in Italia tramite bonifico sul conto corrente di una persona fisica. Sono risparmi accumulati dal mio stipendio olandese, già regolarmente tassato in Olanda, su cui l’Italia non ha alcun diritto visto che la mia posizone fiscale è regolarizzata in quanto iscritta all’Anagrafe dei residenti italiani all’estero: sono tassata in Olanda sui redditi percipiti in Olanda e sono tassata in Italia sui redditi percepiti in Italia. Il problema non riguarda solo gli italiani residenti all’estero, ma anche quelli residenti in Italia (trovate una bella casistica nell’articolo de Il Sole24 ore che vi linko in calce), e riguarda anche gli stranieri, per esempio quelli che hanno una seconda casa in Italia, e non sono pochi. Sono molti i pensionati dei paesi nordici che si trasferiscono a vivere nel sud Europa perché costa meno e il clima è più clemente con gli acciacchi della terza età: ci sarebbe una trattenuta del 20% sulla loro pensione che girano sul conto italiano.

Questa norma in pratica ridurrà il flusso di denaro dall’estero verso l’Italia, il flusso bancario si badi bene, non quello dei contanti. Questa norma fa sì che gli emigrati che spediscono soldi a casa si vedranno applicare una trattenuta del 20%, che verrá restituita in seguito, previa dimostrazione della natura del bonifico, con un conguaglio.

Per approfondire la questione vi lascio due link de Ilsole24ore, ma soprattutto vi lascio il link della petizione contraria a questa norma su change.org, bastano 10 secondi per firmarla e siamo giá oltre gli 11.000.

Per la petizione clicca QUI

Ilsole24ore: Ritenuta automatica del 20% sui bonifici dall’estero / I quesiti dei lettori

AGGIORNAMENTO: la norma è appena stata sospesa, la petizione  è stata molto efficace. Restiamo all’erta perché si parla solo di sospensione!

 

Dill è l’anagramma di Lidl ed è il nome del ristorante che aprirà il 1 febbraio a L’Aia. Il concept del ristorante è in perfetta sintonia con la classifica Oxfam (vedi qui): cuochi professionisti cucinano solo prodotti da discount alimentare e servono un pasto a 5 euro, bevande incluse, a detta loro un pasto sano. I camerieri non sono professionisti per tenere basso il costo del lavoro, ma in Olanda i camerieri di prassi sono studenti, dunque la qualità del servizio in media è molto bassa. Il target sono famiglie povere, anziani e studenti. Mi stupisce che il ristorante abbia sede proprio a l’Aia, la capitale politica e dell’industria del petrolio, dove tra alti funzionari, diplomatici e stipendiati dell’oil business i prezzi sono i più cari di tutta Olanda, più cari di Amsterdam! Il budget restaurant è in Rabbijn Maarsenplein a L’Aia, se ci andate fateci sapere ;) http://dillrestaurant.nl/

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A sentire i media olandesi, l’impreditore Sedebum che è dietro al progetto si è ispirato al Dill di Stoccolma, il cui concept in realtà era molto diverso. L’omonimo locale svedese, faceva capo a Wignall, chef pluristellato Michelin che aveva messo in tavola un menù a 55 euro facendo sempre il tutto esaurito: un ottimo prezzo per una cucina sofisticata e un ambiente glamour. Il trucco era stato svelato dopo 3 settimane: il locale era un ristorante pop-up destinato a restare aperto solo il tempo di attirare l’attenzione della stampa e farsi coronare come miglior ristorante per rapporto qualità-prezzo, un’ottima trovata del marketing Lidl che punta a sfatare il pregiudizio sulla bassa qualità dei prodotti da discount alimentare. Mah, a me pare un sillogismo gastronomico: la stella Michelin è garanzia di qualità, se uno chef stellato cucina prodotti Lidl allora i prodotti Lidl sono di qualità.

Ma come viene attribuita la stella Michelin? Non sulla base della genuinità degli ingredienti, se si cerca quella meglio prendere la guida Slow food. La qualità delle materie prime è solo uno dei parametri che contribuiscono al raggiungimento della stella Michelin, che è invece il risultato di una serie di indicatori tra cui tipologia di cucina, giuste cotture, servizio, ecc…

Almeno il Dill olandese con il suo menù a 5 euro è meno pretenzioso di quello di Stoccolma, l’idea è che non serve un grosso budget per concedersi una cena sfiziosa al ristorante. Del resto abbiamo già parlato di quanto gli olandesi siano attratti da ciò che è gratis… Vedi “È gratis! Anzi ggrratis“.

La notizia fa il giro del web tanto suona grossa. Oxfam ha stilato il nuovo indice globale sull’alimentazione e al primo posto c’é l’Olanda, l’Italia è solo ottava. La classifica prende in considerazione la qualità degli alimenti, l’accessibilità, la presenza di una dieta salutare e si domanda quanti abbiano a disposizione una quantità di cibo sufficiente. Calma dunque, non stiamo parlando se sono più buoni i tortellini o l’aringa cruda, stiamo parlando dell’accessibilità a cibo sano e nutriente a buon prezzo. Detto ciò, l’Olanda al primo posto suona ancora un bella sparata. Partiamo dall’accessibilità: certo a ogni angolo trovi un supermercato con tutto il cibo che vuoi, ma è “accessibile” a tutti? Le verdure costano una follia, la carne di allevamento biologico pure. Perché comprarsi carne bio?! Perché in Olanda è legale siringare acqua nella carne e lo fanno di brutto visto che la carne te la fanno pagare a peso: metti una bistecca sulla griglia antiaderente e ti viene fuori un pezzo di carne bollito da tanta acqua butta fuori. Se vuoi una bistecca alla griglia devi prendere carne in cui non sia stata siringata acqua. Sono scivolata nel criterio “gusto”, scusate, il punto è che la carne è più nutriente dell’acqua, no? Il pollo bio costa tipo 24 euro al kilo.

cipolle

Le verdure sono vendute a pezzi: una zucchina, non un kilo di zucchine. Le verdure sono coltivate nelle serre e affondano le radici nel terreno sabbioso conquistato al mare: dunque terreno poco ricco e niente sole, il dubbio è che la concentrazione di vitamine sia proporzionale al sapore. Una zucchina in Olanda costa come un kilo di zucchine in Italia.

Le frikandel o le oliebollen, in pratica zuccheri raffinati fritti, il cibo ideale per farsi venire diabete e arteriosclerosi in un colpo solo, quelle costano 0,80 cent a pezzo.

Come è possibile allora? Elisa Bacciotti, direttrice Campagne di Oxfam Italia afferma che  “l’Italia potrebbe essere al primo posto, ma nel nostro paese sempre più persone fanno fatica a mangiar sano e far quadrare il bilancio: il costo della vita in generale è alto rispetto al reddito medio degli italiani, che in proporzione spendono di più rispetto ad altri paesi e hanno meno possibilità di acquistare cibo buono a buon mercato”. Dunque la notizia non è che in Olanda si mangia meglio che in Italia, ma che in Olanda c’è un miglior rapporto salario/costo degli alimenti. La notizia non è una sorpresa e i titoli sono a dir poco strillati.

Del primo dell’anno ricordo due cose: il concerto di Vienna in tv e gli auguri maschili. In tarda mattinata suonava il campanello, il figlio dei vicini veniva mandato in tutto il palazzo a fare gli auguri: i primi auguri che ricevi devono essere fatti da un maschio perché siano di buono auspicio, mi spiegarono da bambina. Mi ricordo che, per fare gli auguri alle zie e alle nonne, doveva essere mio papà a chiamare perché nessuna si urtasse nel ricevere i primi auguri dell’anno da una donna. E io negli ultimi anni, quando ricevevo la chiamata da casa passavo il telefono al mio fidanzato perché sapevo che a casa era tradizione così: mi pareva un gesto di considerazione per loro, tanto a me non era mai importato niente di questa storia. Avrebbe dovuto importarmene, invece.

vischio

Quest’anno no, ho chiamato casa io e, se ci penso, mi vergogno degli anni in cui ho assecondato una tradizione misogina solo per compiacere usi e costumi. È una tradizione che poggia sull’archetipo della donna strega, della femmina che porta sfortuna e del maschio come dono del cielo.

Quest’anno sono incinta e potrebbe essere femmina. Buon anno a tutti!

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