La giornata della memoria dall’Olanda

Gli olandesi se la ricordano bene l’occupazione nazista. La memoria vive nel quotidiano in certe battute sui tedeschi, che sono in fondo gli invasori di sempre, un vicino ingombrante.

La battuta storica con cui punzecchiare il tedesco di turno è “Mi devi una bici! Tuo nonno l’ha rubata al mio”: quando incrociavano un olandese in bicicletta, i nazisti lo fermavano e gli sequestravano la bici.

È da settimane che la televisione pubblica manda in onda gli episodi del documentario “The Dark Charisma of Adolf Hitler”, perché un giorno non basta, bisogna educare.

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Il mio ufficio è a soli 40 km dalla Germania. L’autostrada taglia una landa piatta e prosegue dritta verso Brema, se non fosse per il cartello non ti accorgeresti che sei in Germania: non c’è confine naturale. La prima cosa che mi ha colpito dell’occupazione in Olanda è questa: i partigiani qui non avevano montagne o foreste dove nascondersi, la caccia nazista qui era un vero tiro al bersaglio.

La seconda cosa che mi ha colpita è il ruolo dei canali, che qua fungono anche da circonvallazione. I ghetti ebraici vennero completamente isolati tagliando i ponti.

Un’altra nota emblematica riguarda la fame: le donne nella carestia della guerra incominciarono a disseppelire i bulbi di tulipani per mangiarseli, le patate erano finite.

Gli ebrei incominciarono ad arrivare in massa in Olanda fin dal ‘600, perché ad Amsterdam godevano di libertà maggori che nel resto di Europa e la forte presenza ebraica ha plasmato in parte la cittá, come raccontato molto bene in questo articoletto L’Amsterdam ebraica.

A Groningen gli ebrei erano circa 3000 e dopo la guerra non ne erano rimasti neanche 300. Ora la sinagoga è frequentata da una quarantina di ebrei praticanti. Ti accorgi che dentro stanno celebrando quando le lanterne fuori sono accese, lanterne gialle di fianco a quelle rosse, perché la sinagoga fa angolo con il red district.

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2 commenti
  1. Pantarei ha detto:

    Mangiare i bulbi di tulipani, mamma mia…

  2. Hagane ha detto:

    Molto interessante. Che tristezza la nota sulla fame! 😦

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