Shell e il Signor Yoshi.

Questo spot è un piccolo capolavoro, ben noto nel mondo della pubblicità. Ma l’immagine che ci dà del Giappone è realistica?

È un video realizzato nel 2010 per Shell, compagnia petrolifera anglo-olandese. Guardalo (e ascoltalo): ha diversi livelli di lettura.

La voce fuori campo in inglese dice: “Shell aiuta a distribuire metano pulito in più paesi di ogni altra compagnia energetica, fornendo l’energia di cui Riku ha bisogno per esercitare il suo talento…Signor Yoshi permettendo. Forniamo energia alle nuove generazioni!”

shell-logo

Si presume che tu non capisca le battute in giapponese, ma in fondo riesci a immaginarti cosa si dicono. Se fai una ricerca, scopri la traduzione:

  • Padre: di nuovo?!
  • Madre: è solo un bambino
  • Padre: diventerò pazzo

Per chi sa cogliere, c’è un’altra allusione: il cappellino in stile manga del bambino è a forma di orso e lui sta suonando The Bear Song (la canzone dell’orso), un pezzo dei Green Jellÿ.

Tutto perfetto. Ma che immagine ci dà del Giappone?

Dobbiamo fare attenzione quando una pubblicità ritrae un’altra cultura, perché contribuisce a formare il nostro immaginario su tale cultura.

Ho intervistato quindi Hagane, la blogger di Tokio Hell, che vive in Giappone da anni ed è sposata con un giapponese.

  • Questa pubblicità va in onda in Giappone?

Noi non l’abbiamo mai vista e pensiamo che sia stata fatta per l’estero.

  • In Giappone va in onda un altro spot di Shell?

Non ricordo di aver mai visto spot di Shell in tv, non so se vengono trasmessi in questo periodo. Ho fatto anche una ricerca su Youtube e ho trovato solo spot degli anni 80/90! Quindi forse non trasmettono pubblicità da molti anni (anche se la Shell è famosa).

  • Come commenteresti lo spot? Il rapporto padre-figlio è realistico nel Giappone di oggi?

Io e mio marito siamo quasi certi che questa pubblicità non sia stata fatta da giapponesi. Gli attori parlano giapponese, eppure – a parte il narratore che parla inglese – l’impostazione (genitori di mezza età con figlio unico un po’ pestifero) e il setting (appartamento super-elegante con stanze ampie e grandi vetrate, vista sui grattacieli, eccetera) sono MOLTO atipici per il Giappone.

Di solito qui nelle pubblicità familiari si vede la mamma casalinga, con bimbi sempre piuttosto obbedienti (il papà non c’è perché lavora), o genitori molto più giovani. Il setting tipico è in case villetta, più zen e “bucoliche”, o in appartamenti più modesti ai piani bassi. Inoltre, in questa pubblicità, il figlio si comporta in modo egoista e maleducato secondo i canoni giapponesi: sarebbe giustificato solo se fosse un bimbo più piccolo (massimo fino ai 5/6 anni).

Mio marito ha anche commentato che la casa di questa pubblicità è “stranissima”. Infatti, al di là di qualche arredo e dettaglio, non sembra affatto una casa giapponese! Architettura e design sembrano occidentali. Pensiamo che questo spot NON sia stato girato in Giappone, ma in un altro paese.

Ringrazio Hagane e suo marito per il commento illuminante! ありがとう (Arigatou) 😉

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7 commenti
  1. Hagane ha detto:

    Grazie mille per la citazione! Gentilissima. 🙂
    Io e il dear hubby siamo lieti di esserti stati utili.
    Un abbraccio!

  2. marni1 ha detto:

    Molto interessante! le pubblicità vengono tudiate ad hoc per ill pubblico a cui sono destinate….e le culture che vi vengono rappresentate risentono di grandi stereoptipi ciao bravi!

    • Grazie Marni, benvenuta su La deriva! 🙂 Hai proprio ragione e aggiungerei che tra i popoli spesso stereotipati in pubblicità c’è proprio il popolo italiano

  3. giuli ha detto:

    bellissimo questo post!! è sempre delizioso vedersi negli occhi degli altri. ricordo di aver mandato un commento a Brandchannel su una pubblicità USA dell’ennesimo prodotto e chef italiani (?), presentati in un contesto che proprio era vecchio e sapeva di muffa, non riuscivo neppure lontanamente a ritrovarmici da “italiana vera”.

    • Ciao giuli! grazie 🙂 Se spulci nella categoria “Italiano stereotipato” trovi proprio tutte le pubblicitá straniere che propongono lo stereotipo dell’italiano! Quelle del sugo a pomodoro sono aghiaccianti!

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