Le tante facce del voto degli italiani all’estero

Il voto degli italiani all’estero è da sempre rivestito di mistero ed esoticitá per poi – durante la notte degli exit polls – essere invocato come la cavalleria che può cambiar le sorti della battaglia all’ultimo minuto. I voti infatti sono scrutinati con un leggero ritardo rispetto ai seggi e determinano pur sempre 12 deputati e 6 senatori.

L’esoticità gliela concedo: siamo lontani. Il mistero no, quello è frutto di mancata informazione. Incominciamo con le basi.
Gli italiani all’estero sono divisi su 4 circoscrizioni e votano per corrispondenza. In queste elezioni, in Europa la percentuale delle buste restituite è del 31,1%; in America Meridionale è del 34,79%; per l’America Settentrionale e Centrale il dato è il 29,87%; nella ripartizione Africa-Asia-Oceania la percentuale è del 30,65%.
La circoscrizione con la maggiore partecipazione è stata quindi l’America meridionale con il 34,79%.

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Cosa hanno detto i media sul voto degli italiani all’estero? Repubblica riporta che all’estero i grillini sono quasi sconosciuti (solo oltre il 9%) e che Monti ha preso il 18% contro il 9% su suolo patrio, commentando che sul voto degli italiani all’estero ha pesato la stima che gli riservano i politici stranieri. È un’osservazione di base corretta, ma fondata su dati aggregati. Non vale la pena vederli in dettaglio? Se guardiamo stato per stato saltano agli occhi le specificità nazionali.

Germania: qui Monti è il primo partito con circa il 30% delle preferenze sia per la Camera che per il Senato. È evidente quanto abbia contato l’appoggio della Merkel.

Scandinavia: innanzittutto hanno votato oltre il 40% degli aventi diritto, ben oltre la media Europea. In Norvegia e Danimarca il primo partito è il Movimento 5 stelle con -udite udite- il 30% sia alla Camera che al Senato, dunque più che in Italia. Del resto il programma di Grillo si ispira all’agenda politica dei paesi scandinavi. Quando parla di lavorare meno per far lavorare tutti si riferisce a quello che si fa al nord, dove la maggiorparte dei lavoratori non fa le 40 ore, inclusi gli uomini in posizione manageriale. È così anche nella mia azienda per dire, e ben più a sud 🙂 in Olanda.

Nella Bielorussia di Lukashenko, amico personale di Berlusconi, il primo partito – indovinate un po’? – è il PDL con il 43,10% alla Camera e il 46,66% al Senato! Eh le amicize pesano, i regimi anche.

L’America Latina poi ha una specificità tutta sua: vince con maggioranza schiacciante MOV.ASSOCIATIVO ITALIANI ALL’ESTERO, che ad esempio in Perù prende ben oltre il 40% sia alla Camera che in Senato. Così in parlamento avremo un senatore e due deputati di un partito che in Italia manco esiste. Per la cronaca supportano poi Monti.

Infine gli italiani residenti all’estero con diritto di voto sono circa 3 millioni e mezzo. Cioé oltre il 5% degli aventi diritto al voto se ne é andato dall’Italia e anche questo dato qualcosa dice.

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12 commenti
  1. Pantarei ha detto:

    E del fatto che ci sia stata un’affluenza così bassa che ne dite?
    A me un po’ puzza.
    E sul fatto che La Repubblica dica ‘inesattezze’ guarda caso per sminuire il M5S meglio lasciar perdere…

  2. Mah Pantarei, sapendo come si lavora in redazione mi sa che dice inesattezze perché il giornalista non si è preso la briga di spulciare i dati e si è basato sui dati aggregati del comunicato stampa.

  3. Nove ha detto:

    Domanda: i dati sono generali o distinguono tra prime, seconde e terze generazioni? Un conto sono gli italiani che effettivamente se ne sono andati, ben altra cosa i nipoti o bisnipoti che hanno la cittadinanza x comodità ma in realtà la politica italiana la seguono gran poco… e in America latina sono tanti!

    • Ciao Nove, i dati si riferiscono indistintamente agli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE e dunque aventi diritto di voto per la circoscrizione estera, indipendentemente dalla generazione.

  4. molto interessante e informativo, e molto meglio degli articoli che ho trovato in questi giorni sulla Stampa! Avevo proprio bisogno di questo. Ci vuole tanto? Perche’ la Stampa non e’ capace? Sara’ che e’ piena di stagisti non pagati?

    • Grazie Riru,riformulerei: sarà che è piena di pubblicisti malpagati! 😉

  5. Max ha detto:

    Brava Fra, brava brava brava 😉

  6. Musi ha detto:

    Bravissima Francesca!!! I tuoi blog sono interessantissimi e attraverso i tuoi occhi e la tua mente, “viaggio” e ” conosco”. Per una persona curiosa come me, è una gioia trovare nella mia mail i tuoi commenti.
    Infinite grazie!!!!
    Monica

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