La violenza domestica non si ferma mai da sola.

Questo è lo spot lanciato dal Ministero per la Sicurezza e la Giustizia.

Huiselijk geweld stopt nooit vanzelf = la violenza domestica non si ferma mai da sola.

Di solito la comunicazione sociale sugli abusi domestici è centrata sulla donna: donne vittime, che portano in viso i segni della violenza; donne a cui si porge una mano.
Trovo interessante lo spot olandese perché non si rivolge direttamente alla vittima, anzi pare chiamare alle loro responsabilità coloro che sanno, vicini o conoscenti.

Non è un caso che lo spot sia lanciato dal Ministero per la Sicurezza e la Giustizia. I Paesi Bassi non hanno un Ministero dedicato alle Pari opportunità, questa è la lista dei Ministeri olandesi. Lo spot non è supportato da quello per la Cultura o per gli Affari Sociali. Si tratta di violenza e la violenza è di competenza del Ministro per la  Sicurezza e la Giustizia. Da noi è un problema anche culturale, fa sorridere il fatto che abbiamo un Ministero dedicato e nonostante ciò  in quanto a pari opportunità siamo tra i più arretrati d’Europa. Sorriso amaro.

Mi piace il messaggio, che chiama all’azione e disillude: la violenza non smetterà da sola. Però non mi piace che il soggetto sia la violenza, un sostantivo astratto. Chiamiamo le cose con il loro nome: il violento non smetterà da solo.

A dire il vero vorrei vedere uno spot rivolto agli uomini, che offra loro aiuto. Perché esiste il servizio sociale rivolto agli uomini che commettono abusi domestici o stalking e alcuni uomini vi si rivolgono di loro spontanea volontà. Mi piacerebbe perché rivolgersi solo alla vittima fa passare in un qualche modo l’idea che il problema sia poi suo: se il marito la picchia, lei ha un problema. Eh no, scusate, sarà bene che il problema ce l’abbia anche lui, e che sia un problema per la società.

E su questo torno allo spot olandese perché chiama in causa anche la società (il vicino) e chiama al senso civico e alla responsabilità di ognuno nel tessuto sociale. In Olanda i vicini chiamano la polizia per molto meno, in effetti. Sono la prima però a riconoscere le difficoltà del vicino di casa perché sono stata vicina di casa di abusi domestici. Una chiamata alla polizia costa parecchio, costa mobbing condominiale, costa aggressività subita a propria volta. Anche il vicino ha motivo di avere paura.

Voi che ne pensate di questo spot? E che ne pensate del ruolo del vicino di casa?

Abbiamo parlato di rapporti di vicinato anche nel post Vicini di casa in Olanda

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2 commenti
  1. Alice Felicani ha detto:

    Trovo questa strategia una scelta molto importante e, a mio avviso, anche più efficace della “solita” comunicazione sociale.
    Vedere una donna dal volto tumefatto indubbiamente colpisce, ma ti lascia anche a una certa distanza; ti fa sentire, in un certo senso, impossibilitato ad aiutare.
    Non so in Olanda, ma in Italia c’è una profonda disinformazione per quanto riguarda la problematica della violenza.
    Rivolgersi, quindi, direttamente ai cosiddetti Altri, a coloro che sono vicini alle vittime dando loro gli strumenti per poterle aiutare, è una scelta piuttosto efficace. Una buona strada da percorrere, una buona alternativa, visto che rivolgersi alle vittime spesso non alcun effetto, essendo queste intimorite e prive del coraggio di chiedere aiuto.
    Anche a me piacerebbe vedere uno spot rivolto agli uomini, ma penso che già questo sia un ottimo passo avanti.

    • Ciao Alice, sono del tutto d’accordo con te! Un messaggio che smuove, anche se forse un po’ per caso: credo che il messaggio non sia frutto di una scelta strategica, ma sia semplicemente figlio del suo committente. Se é di competenza del Ministero della Giustizia, non possono che dire “Chiama la polizia”, non dicono certo “chiama gli assitenti sociali!”. La prospettiva cambia con il committente e in questo caso forse é un bene!

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