Militari e calciatori sfilano al Gay pride

I militari e i calciatori olandesi hanno sfilato al Gay pride di Amsterdam del 3 agosto per infrangere i taboo che ancora aleggiano in certi ambienti. Le forze armate e la nazionale di calcio hanno preso parte alla parata sui canali con una loro barca per rimarcare la loro presenza.

Una settimana dopo in Italia un quattordicenne si toglie la vita perché emarginato in quanto omosessuale: tale è l’abisso tra i due paesi.

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5 commenti
  1. Pantarei ha detto:

    eh si, siamo indietro come le capre su queste cose…

  2. Luciano ha detto:

    Ogni uomo o donna ha gli stessi diritti e doveri di cittadino, indipendentemente dalla razza, religione o colore della pelle. Sono contento che questi diritti vengano rivendicati, questa è la vera democrazia, questo è il mio sentire. Attenzione però, un conto sono i diritti di cittadinanza, di avere rapporti di coppia con quel che ne consegue; altra cosa è il matrimonio che prevede fra l’altro la prosecuzione della specie, concetto che oggi mi sembra molto emarginato, ma discriminante per la stessa biologia. Quando questo non fosse contemplata, almeno in fieri, dubito si possa parlare di possibile adozione di figli. La natura a volte può derogare e noi dobbiamo comprendere, ma attenzione alle apologie. Inoltre il termine pride, seppure comprensibile in uno slogan, mi sembra una forzatura, e io allora che sono etero di cosa posso vantarmi?

    • Luciano grazie per il tuo intervento! Molto acuto nella distinzione tra diritti di cittadinanza e matrimonio/genitorialitá. Ho sempre avuto lo stesso pensiero sull’uso della parola pride, credo che voglia interpretare il concetto di rivendicare i propri diritti e rivendicarli a testa con alta, con dignitá.

  3. Teresa ha detto:

    Nel frattempo, in Italia, Comunione e Liberazione promuove una raccolta di firme contro la legge anti-omofobia accusata di “rendere pari omosessuali ed eterosessuali”

    • Non ci sono parole Teresa… E dire che Papa Francesco si é espresso in modo chiarissimo “Chi sono io per giudicare un omosessuale che cerca Dio?! Il problema non sono gli omosessuali, il problema sono le lobby interne alla Chiesa”. A CL dovrebbero fischiare le orecchie quando parla di lobby!

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