Tempi duri nel red district

In Olanda la crisi colpisce anche il mercato del sesso: le prostitute si vedono costrette ad abbassare le tariffe o ad accettare pratiche sessuali fuori listino pur di ripagare l’affitto della loro stanza. Lo denuncia l’organizzazione di settore Geisha, trovando eco nella stampa. Il fenomeno è più evidente ad Amsterdam e all’Aia dove un rapporto sessuale, il cui minimo è 50 euro, viene svenduto a 20 euro.

Leggo su Dutch news i commenti alla notizia: chi nota che 20 euro sono due giri di cocktail all’Aia, città carissima; chi osserva che 20 euro è un prezzo da Asia, non da Olanda… A quanto pare ci sono esperti di mercato proprio per ogni settore. 😯

In Olanda la prostituzione è regolamentata, tuttavia non si affranca del tutto da sfruttamento, criminalità e degrado sociale. Molte sex workers arrivano alla professione per necessità o costrizione, non per aspirazione professionale. Sono quelle che appartengono agli strati della società più disagiati. Molte sono immigrate: sud americane, africane, dei paesi baltici o dei paesi dell’est. Alcune sono avviate a questa professione da compatrioti che gesticono i club o le stanze del red district, per i quali ci vuole la licenza. Sono questi i casi in cui si insinuano lo sfruttamento della prostituzione e giri criminali. Altre si pagano in questo modo l’Università, che non potrebbero permettersi. Secondo le statistiche ufficiali circa un terzo delle prostitute sono olandesi, le altre sono straniere.

amsterdam

Sono invitate ai controlli medici, ma non sono obbligatori. Se a un controllo medico risultano positive a una malattia sessualmente trasmissibile viene raccomandato di mettersi in malattia, ma sta a loro decidere. Hanno un pulsante per chiamare la polizia in caso la situazione si metta male, tuttavia giusto l’anno scorso una prostituta è stata uccisa a coltellate da un cliente a Groningen, la città più sicura di Olanda. I servizi sono regolamentati e pure le loro tariffe, ma se c’è bisogno di battere cassa si passa a trattive ad personam. Tutti sanno che se passa un ragazzo pulito e ordinato gli urlano da dietro la vetrina se vuole divertirsi per 30 euro. Insomma nonostante gli sforzi, non si può dire che il settore funzioni alla perfezione siamo nel campo del “meno peggio”. Il governo olandese è il primo a puntualizzarlo, ha appena alzato l’età minima per prostituirsi dai 18 ai 21 anni. Hanno anche legalizzato i bordelli, prima la prostituzione era legale, ma gestire un bordello no. Naturalmente era una zona grigia, terreno fertile per sfruttamento e criminalità, con la legalizzazione lo Stato ha assunto un certo controllo anche sui club.

I turisti passano per il red district di Amsterdam e pensano di aver capito come funziona la prostituzione in Olanda: sbagliato. Amsterdam ha aveva fatto di quella zona un’attrazione turistica, non si tratta di un red district normale, ma di un red district turisticizzato. Ora il municipio ha pensato che era più redditizio riqualificare quella zona poiché è centralissima e di valore storico.

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8 commenti
  1. Pantarei ha detto:

    Articolo interessantissimo, Francesca. Grazie per la delucidazione.
    Si, in effetti quando uno pensa al modello olandese in materia, si riferisce sempre al ‘circo’ di Amsterdam. Ma le realta’ sono molto diverse e possono avere derive pericolose.
    La legalizzazione della prostituzione e’ un tentativo di arginare un fenomeno che rimane sempre e comunque di degrado.
    In effetti se lo paragoniamo alla situazione italiana, meglio il modello olandese.
    Attenzione pero’ a proporre un modello olandese (popolo con senso civico molto elevato) ad altri paesi, con background sociali molto diversi e spesso dominati da criminalita’ organizzata: sarebbe un disastro completo.

    Ti posso suggerire di fare un post simile sulle droghe ‘leggere’ ? Giusto in questi giorni ho visto su youtube un video molto carino dei radicali a favore della liberalizzazione. L’ho trovato molto naive 🙂

  2. Ferro ha detto:

    ecco qua un esperto! 😉

  3. Guarda, ai margini del quartiere a Luci rosse noi abbiamo il teatro, ci sto spessissimo e sono alcuni anni che vedo la situazione muoversi e posso dire sinceramente due cose: la legalizzazione dei bordelli e’ stata un passo sbagliatissimo perché cede ancora più potere alla malavita e diminuisce il controllo da parte dello stato (se e’ illegale puoi intervenire in certi modi d’ ufficio, se non lo e’, devi coglierli con le mani nel sacco o avere testimoni al processo. Il motivo per cui in Italia e’ stato introdotto il reato di associazione mafiosa, per esempio, e il motivo per cui nei paesi europei in cui non c’ e’, si fa molta fatica a fermare le mafie nostrane). L’ altra cosa e’ che per motivi di bottega (vedi: liberare fondi immobiliari nella zona piu’ cara e centrale di Amsterdam per aprirci boutique e ristoranti) chiudere un terzo dei bordelli del quartiere significa spedire tutte quelle donne dritte dritte nelle braccia della malavita. Bravo, il comune di Amsterdam.

    • Molto interessante Mammamsterdam! Grazie di averci riportato la tua esperienza.

  4. Fede ha detto:

    Articolo estremamente interessante… Grazie mille!

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