L’inserimento al nido in Olanda

L’insericosa?! In Olanda non c’è di default, mi devo mettere d’accordo con l’asilo, per cui al mio arrivo in Italia sono proprio contenta di parlare vis-à-vis con le mie amiche per capire come lo fanno nel Bel Paese.

L’amica 1 mi dice che al suo nido dura 2 settimane: il primo giorno porta il bimbo un’ora, il secondo due ore, il terzo tre ore e così via fino a raggiungere le 8 ore.
L’amica 2 mi dice che al suo nido l’inserimento dura un mese.  “Siamo proprio il paese dei mammoni!”, se la ride mio marito.
L’amica 3 mi dice che l’inserimento è come quello dell’amica 1, però suo figlio ha 3 anni: ogni anno le fanno rifare l’inserimento. Constato che in Italia, oltre al welfare, anche il sistema scolastico è basato sui nonni. God save the grannys! 

Riprendo a lavorare che la mia piccola ha quasi 6 mesi, con un part-time verticale: lavoro tre giorni a settimana, quei tre giorni il nido me la tiene dalle 8:00 alle 18:00. Cosí un paio di settimane in anticipo chiamo:

  • Buongiorno, sono la mamma di Penelope, mia figlia ha 5 mesi e mezzo e  inizia da voi il 16, volevo introdurla gradualmente, avete un programma standard di inserimento?
  • Ah Penelope! ah già…ormai ci siamo, menomale che mi ha chiamato…dunque mi faccia parlare con la maestra…allora può venire con lei il 14 alle 10:00, la classe è al primo piano, la maestra è Marjolein.
  • Quindi vengo un giorno solo tutto il giorno?!
  • Sì, tanto non è mica un giorno pieno, solo 7 ore.
  • Ma basta un giorno solo?
  • Tranquilla, così piccola si abitua subito

…mumble mumble…cacchio ci hanno messo al primo piano, ogni mattina ci tocca portarla su per le scale!

Vignetta tratta da Come sopravvivere ai bebè, Roberto Bonistalli, Ed. Giunti Demetra

Vignetta tratta da Come sopravvivere ai bebè, Roberto Bonistalli, Ed. Giunti Demetra

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15 commenti
  1. sono contenta e oh, a Sinterklaas saliamo nel profondo noord. No, non mi sto imponendo, dico tanto per dire

    • Molto volentieri Mammamsterdam! Fammi un fischio, noi siamo qua 😉

  2. Io sono arrivato da poco in Olanda, ad Amsterdam per l’esattezza ed ho già iscritto mio figlio di 4 anni alla scuola primaria. Nessun problema, lo hanno preso subito, mi hanno fatto molte domande per compilare un accurato profilo, mi hanno persino chiesto che giochi preferisce 🙂

    Non so come sia al nido, ma per la scuola direi che è perfetto 🙂

    • Ciao Fradefra! Sí anche il nido ti chiede tutto, persino se vivi in appartamento o in una casa con giardino…dicono che riscontrano delle differenze nel modo in cui il bimbo si rapporta agli spazi dell’asilo. Anche noi siamo contenti. Se sento i resoconti degli amici italiani, ha fatto meno fatica la mia di tanti che fanno l’introduzione. 🙂

    • samanta ha detto:

      Ciao a tutte, so che il post è datato ma sto cercando informazioni sull’asilo nido ad Amsterdam: ci trasferiremo il prossimo anno con una bimba di 3 anni compiuti. La mia domanda è:
      – nell’anno che manca mi conviene iscriverla qui in Italia in un asilo nido dove si parla solo inglese? questo potrebbe aiutarla poi in una silo ad Amsterdam o sarebbe solo stress aggiuntivo? Esistono asili nido che hanno anche classi in inglese per i piccoli stranieri? e queste sono solo scuole private o esiste qualcosa anche nel pubblico?
      grazie e vi sarò grata se vorrete darmi qualunque ulteriore informazione sull’argomento…
      grazie ancora

    • Ciao Samanta! Dunque in Olanda non ci sono asili privati e pubbici, sono tutti privati e convenzionati in modo che in base alla situazione lavorativa dei genitori, la famiglia riceve indietro una parte dei soldi sborsati. Ci sono decisamente molti asili con la sezione in inglese. se posso darti un consiglio fatti un’idea di dove andrai a vivere, nel senso proprio la zona e cerca per kinderovang in quella zona. in pratica ti suggerisco di fare una ricerca su dati reali per capire se la bimba potrá fare una classe in inglese prima di iscriverla a una sezione inglese in Italia. In bocca al lupo. Inoltre puoi consultare il blog di mammaamsterdam, io non vivendo ad Amsterdam posso aiutare il giusto.

    • samanta ha detto:

      sei stata veramente gentile…cercherò di agire come mi suggerisci!

  3. Elisa ha detto:

    Io avevo letto che l’inserimento serve piu’ai genitori perche’ si devono abituare al distacco……come dice la vignetta 🙂

    • ahah 🙂 In effetti tutto dipende dall’etá del bimbo, quando sono piccoli piccoli non capiscono tanto il distacco e non piangono, quando sono piú grandi vedono la mamma andare via e non sanno se e quando tornerá a prenderli, per questo in media in Italia é piú difficile perché la maternitá dura piú a lungo e il bimbo va all’asilo che é grandicello.

  4. Ornella ha detto:

    Che orgoglio vedere pubblicata sul blog una vignetta del libro che ti ho regalato…anche io vi ho trovato tante immagini significative :-)))
    Una sola correzione: i tempi di inserimento qui in Italia non sono decisi dal singolo nido, ma dai pedagogisti del comune. A Bologna, per essere precisi, i bimbi iniziano a fare la nanna al nido alla quarta settimana di inserimento, quindi il primo giorno di inserimento al sonno vai a prenderlo alle 14 (e al massimo aspetti fuori), il secondo alle 15, etc…Insomma, prima che faccia orario completo 7.30-16.30, un mese passa.
    Ma per la cronaca, qui sembra non lavori nessuno…alle 7.30 arrivano solo Rolando e Margherita, gli altri 15 bimbi entrano all’ultimo, quindi verso le 9.30.
    Nel complesso siamo molto contenti del servizio: Rolando è sereno: mangia, dorme, gioca! Piagnucola solo quando lo lascio alla dada, ma appena esco dall’aula smette, catturato dai giochi e dalle nuove attività. Poi quando lo vado a prendere fa sentire che ha sofferto di nostalgia: quindi l’unico posto dove vuole stare è in braccio a mamma o papà.
    Le dade sono anche un pò psicologhe e mi hanno detto una cosa significativa: il pianto di un bimbo è una protesta che “ci sta”. Proteste più preoccupanti sono quelle dei bimbi che non riescono a rilassarsi nel nuovo ambiente, quindi non dormono, o non mangiano in assenza della mamma.

    • Mi fa molto piacere che Rolando si trovi bene!In effetti le due amiche che mi parlavano di inserimento di 15 giorni sono di un’altra regione! Ma chi va a prenderlo alle 16:30? Qua la tengono 10 ore e riesci a portare il pupo e a ritirarlo anche con un lavoro tipico da 8 ore al giorno

  5. Lotje ha detto:

    Anch’io l’ho trovato una cazzata, ma ho sentito psicologi che dicono che c’è prova scientifica che la vicinanza della mamma importa molto il primo anno. Per quello in scandinavia hanno tanto maternity leave.

    • Ciao Lotje, nella mia esperienza vedo che è importante esserci, almeno fino ad ora ovvero i primi 9 mesi 🙂

    • Lotje ha detto:

      Quello è gia tanto. Molte mamme portono il bambino a sei settimane.

  6. Ornella ha detto:

    Scusa Fra, non avevo visto che mi avevi risposto…Alle 16.30 entra in campo il “vero” welfare italiano: i nonni!!!
    Al compimento dell’anno di vita, potremo richiedere per Rolando il tempo prolungato, ovvero fino alle 18.
    Ma mentre dalle 7.30 alle 16.30 lo tengono le dade dell’asilo comunale, dalle 16.30 il servizio passa in mano alle cooperative. E non mi va tanto che Rolando cambi mille dade, a sto punto meglio che se lo spupazzino i nonni, potendo…

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