Il paradosso del Social Selling Index di LinkedIn

L’hai fatto il test di LinkedIn? Parlo del test per misurare il tuo Social Selling Index (SSI), un punteggio che ti dice se sei bravo a vendere/ti sulla base della tua attività sul social network. Fatto il test, LinkedIn ti presenta un breve tutorial per migliorare il tuo SSI. I suggerimenti, come se non li avessimo già letti mille volte altrove, sono tutti riconducibili a un diktat: devi essere attivo su LinkedIn, quindi rifinisci il tuo profilo; connetti Influencer alla tua rete; posta i tuoi articoli, uno al giorno possibilmente; commenta quelli degli altri; partecipa alle discussioni nei gruppi; condividi contenuti e commentali; interagisci con i tuoi contatti; fa’ l’endorsement delle loro competenze e le congratulazioni per i loro anniversari professionali.

Qui io ci trovo il paradosso: se fai queste cose in orario di lavoro, siamo proprio sicuri che faccia bene alla tua reputazione professionale? O forse i tuoi contatti penseranno che ti fai i fatti tuoi anziché lavorare? Io mi ci dedico in pausa pranzo, ma dato il mio SSI pare che non sia sufficiente. 😦

Se invece fai tutto ció fuori dall’orario di lavoro, le tue attivitá saranno meno visibili perché finiranno sulla bacheca dei tuoi contatti mentre loro non sono connessi.

Voi che ne dite?

LI

 

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5 commenti
  1. Stefano ha detto:

    Ogni Social Network ormai ha dato vita a studi di influenza. Uno dovrebbe vivere sui Social, dimenticandosi, come dici giustamente tu, che c’è una vita reale e che forse quello è lavoro da markettari!
    Io resto scettico su queste cose: quando riesco, leggo ed eventualmente commento, per il resto ho già il mio blog che mi porta via tempo extra-lavoro, non posso aggiungere altro!

    • Grazie Stefano per aver condiviso qui il tuo punto di vista! Allora non sono la sola che resta perplessa… 😉

    • Stefano ha detto:

      Assolutamente no, io resto altro che perplesso! Proprio stamattina ho letto un post su un argomento del genere e proponevano di fare un simile calcolo, però per Facebook. Su un sito, esiste un algoritmo che riesce a definire dai tuoi like, dalle tue letture, dalle tue condivisioni che tipo sei. Ti dico solo che mi ha dato 26 anni…

  2. Io penso che sia abbastanza frustrante continuare a cercare di categorizzarci in base a come ci vogliono i social network. LinkedIn ci vorrebbe imprenditori di noi stessi e professionalmente sul pezzo, Facebook ci vorrebbe maghi del networking e della condivisione delle nostre vite brillanti, per Twitter dovremmo essere tutti opinionisti di successo o pungenti umoristi…Ma ci ricordiamo ancora chi siamo nella realtà? Come ci comportiamo con la famiglia, gli amici, i colleghi alla macchinetta del caffè? E come ci vedono loro? Quindi ecco, il test su LinkedIn mi sa che non lo faccio. 🙂

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