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Genitori all’estero

La conosciamo tutte quella sassaiola di giudizi e critiche mascherati da consigli non richiesti: si parte ancora prima della nascita con epidurale vs parto naturale, poi pannolini usa e getta vs ecologici, marsupio vs carrozzina. E il latte…ecco quello è la prima linea del conflitto e chiunque si sente in buon diritto di dire la sua: allattamento naturale vs artificiale, al seno o pompato. E ancora madri lavoratrici vs madri a casa, che in Olanda si estende a papà part-time o full-time. Così arriva la genialata di Similac, brand di prodotti alimentari per l’infanzia, che lancia la campagna  #SisterhoodUnite. La campagna di Similac invita alla solidarietà tra mamme per evitare la cosiddetta guerra delle madri. Similac ne fa la parodia con un video che in due settimane ha fatto 5 milioni e mezzo di visualizzazioni. E sapendo che si tratta di una guerra feroce hanno i disabilitato i commenti sotto al video di Youtube… 😉

Agenzia Publicis Kaplan Thaler USA

L’insericosa?! In Olanda non c’è di default, mi devo mettere d’accordo con l’asilo, per cui al mio arrivo in Italia sono proprio contenta di parlare vis-à-vis con le mie amiche per capire come lo fanno nel Bel Paese.

L’amica 1 mi dice che al suo nido dura 2 settimane: il primo giorno porta il bimbo un’ora, il secondo due ore, il terzo tre ore e così via fino a raggiungere le 8 ore.
L’amica 2 mi dice che al suo nido l’inserimento dura un mese.  “Siamo proprio il paese dei mammoni!”, se la ride mio marito.
L’amica 3 mi dice che l’inserimento è come quello dell’amica 1, però suo figlio ha 3 anni: ogni anno le fanno rifare l’inserimento. Constato che in Italia, oltre al welfare, anche il sistema scolastico è basato sui nonni. God save the grannys! 

Riprendo a lavorare che la mia piccola ha quasi 6 mesi, con un part-time verticale: lavoro tre giorni a settimana, quei tre giorni il nido me la tiene dalle 8:00 alle 18:00. Cosí un paio di settimane in anticipo chiamo:

  • Buongiorno, sono la mamma di Penelope, mia figlia ha 5 mesi e mezzo e  inizia da voi il 16, volevo introdurla gradualmente, avete un programma standard di inserimento?
  • Ah Penelope! ah già…ormai ci siamo, menomale che mi ha chiamato…dunque mi faccia parlare con la maestra…allora può venire con lei il 14 alle 10:00, la classe è al primo piano, la maestra è Marjolein.
  • Quindi vengo un giorno solo tutto il giorno?!
  • Sì, tanto non è mica un giorno pieno, solo 7 ore.
  • Ma basta un giorno solo?
  • Tranquilla, così piccola si abitua subito

…mumble mumble…cacchio ci hanno messo al primo piano, ogni mattina ci tocca portarla su per le scale!

Vignetta tratta da Come sopravvivere ai bebè, Roberto Bonistalli, Ed. Giunti Demetra

Vignetta tratta da Come sopravvivere ai bebè, Roberto Bonistalli, Ed. Giunti Demetra

Le ultime parole famose ed ecco che il post parto mi ha subito smentito… Dovete sapere che il sistema sanitario olandese si basa sulle assicurazioni private. Potete immaginare quindi la pressione che c’è per mantenere bassi i costi, i dottori della mutua devono abdicare alla propria competenza diagnostica per seguire dei protocolli. In pratica aspettano l’evidenza della malattia per farti le analisi, prevenire è troppo costoso. La prescrizione tipica è “Let’s wait and see” (stiamo a vedere), che prende due declinazioni: “stiamo a vedere, intanto bevi tanta acqua” per i disturbi che vanno dalla cistite all’otite e “Stiamo a vedere intanto prendi del paracetamolo” per qualunque sintomatologia dolorosa.

Così succede che a 7 settimane dal parto vado dalla mia dottoressa e le dico che ho ancora perdite di sangue consistenti, che sono aumentate e che ho pure dei crampi all’utero. Qui parte la check list di rito:

  • Hai la febbre ?
  • No
  • Hai nausea?
  • No
  • Sei molto stanca?
  • Sì, beh ho un neonato di 7 settimane…
  • Allora aspettiamo ancora una settimana e se hai ancora perdite torna qua.
  • Io posso anche tornare, ma poi Lei non ha tempo di prenotarmi la visita specialistica perchè la settimana successiva vado in italia.
  • Allora fatti vedere in Italia.

…Dank u well! Dunque a 9 settimane dal parto in Italia vedono che ho ancora un pezzo di placenta nell’utero che miracolosamente non ha fatto infezione. Mi operano di corsa.

Sanità

Nelle varie visite fatte in Italia mi saltano all’occhio le immagini sacre: Gesú bambino dietro alle spalle del pediatria, la preghiera del medico affissa al muro del dottore della mutua… Sono quei dettagli che sanno proprio di Italia, quei dettagli che in Olanda mai e poi mai. E a una pobre emigrante come me fanno tenerezza perché sanno di casa, tanto quanto la mortadella.

Il 26 aprile è nata Penelope e da allora sono una MILS: Mother and I’d Like to Sleep. 🙂  Per questo il blog è fermo, ubi maior …

Anche se ci starebbe proprio un post su come si fanno i bambini in Olanda… 😉

In Olanda sei seguita da uno studio di ostetriche che chiamerai al momento cruciale, ovvero quando si rompono le acque o quando hai già le contrazioni da un’ora a intervalli regolari di 5 minuti e le contrazioni durano un minuto. Prima no, non se ne fa niente. Le chiami e quella di turno viene a visitarti a casa, se ti trova dilatata al punto giusto (4-7 cm) si va insieme in ospedale dove lei ti farà partorire, oppure si partorisce allegramente a casa, opzione molto in voga in Olanda. Una volta partorito, se tutto è normale ti dimettono in 2 ore e vieni ospedalizzata a casa tua, infatti esiste la figura della Kraamzorg: un’infermiera specializzata sta a casa tua tutto il giorno per 8 giorni e fa tutto, si prende cura di te, del bebè, pulisce, cucina, fa il bucato e ti insegna a gestire la piccola creatura urlante. Benedetta sia la Kraamzorg! La cosa migliore di questo paese! Immagino che vorrete sapere come è andata…

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Il travaglio – Drive safe

Sabato 26 aprile, ore 18:20, stavo guardando una puntata di Weeds quando un violento crampo alla pancia mi ha tirato giù dal divano facendomi accortocciare sul pavimento. Io e mio marito ci siamo guardati: c’est parti. Al che mio marito ha sfoderato l’i-pad con l’applicazione per il travaglio e ha incominciato a cronometrare le contrazioni. Le prime tre sono partite a distanza di 5 minuti, in breve si sono palesate ogni 3 minuti e mezzo, ma le contrazioni erano di intensità e di durata irregolare. Ci avevano detto che le prime contrazioni sono irregolari per cui il mio consorte ha cercato di tranquillizzarmi “ tieni duro, vedrai che tra poco si regolarizzano e si fanno più distanti, ogni 20 minuti, poi ogni 10 poi ogni 5”. Dopo due ore stavo urlando di dolore e conscia che il parto di una primipara vuole tra le 12 e le 24 ore ho stracciato i miei buoni propositi e ho pronunciato la fatidica frase che ogni partoriente prima o poi dice “voglio l’epidurale!”. Eh sì, perché se fa così male  dopo due ore, come reggo altre 10 o 15 ore?! Mio marito, istruito dal corso preparto, ha cercato di tranquillizzarmi, ma dopo mezz’ora mi sono imposta “chiama l’ostetrica e dille che voglio andare in ospedale subito per l’epidurale!”

Le ostetriche arrivano, una mi misura e sbianca.

  • Dobbiamo andare svelti in ospedale – dice a mio marito
  • Ma di quanti cm è? – chiede lui
  • Ci siamo quasi…ma…drive safe!

Io le sento parlare in olandese: a sole 3 ore dalla prima contrazione sono a 9 cm, (si partorisce a 10, per chi non lo sapesse).  Ma mio marito non parla olandese e a lui non lo diciamo.

Il parto – I heard you rocked it

Penelope è nata a 5 ore e mezza dalla prima contrazione e durante tutto il travaglio non sono riuscita a stendermi o sedermi dal dolore, ho partorito in piedi e con urla selvagge. Il che ha riscosso una grande ammirazione da parte delle ostetriche perché qua in Olanda sono molto naturisti, go with the flow. Non so se sia un fatto culturale, al corso ci avevano detto che non è vero che si urla forte, che sono cose da film. Io ho urlato come mai in vita mia. Qualche giorno dopo mi ha telefonato l’ostetrica che ci aveva fatto il corso pre-parto : I heard you rocked it- ha voluto sentire da me la storia di questo parto che è diventato leggenda tra le ostetriche perché ho fatto tutto da sola, in piedi e in 5 ore e mezzo. You’re a natural talent – mi hanno detto.

Penelope non è stata da meno:  è nata piangendo a squarciagola e si è zittita solo con la prima poppata, l’infermiera l’ha subito bollata come un Italian temperament.

In conclusione, a dispetto dei timori relativi al sistema olandese, noi ci siamo trovati bene!

 

Prima del fango, forse dovrei spendere due parole sul fatto che non ho postato niente nelle ultime quattro settimane. È successo persino che un caro amico di famiglia ha chiamato mia madre per sapere se stavo bene visto che non riceveva più post 🙂 Grazie Luciano!

Sono al quinto mese di gravidanza e vomito ancora tutti i giorni: sono sfatta. Insonnia e nausea mi hanno steso al punto che ho mollato il blog per un pochino. Ma sono, anzi siamo, in salute ed è quello che conta! 😉

Della procreazione in Olanda ve ne parlerò, ma non ora: ci vorrebbe ben più di un post perché qua l’approccio alla maternità è moooolto diverso, nel bene e nel male. Vi parlo del mio primo impatto con il sistema scolastico olandese.

Ci hanno raccomandato di fare la preiscrizione al nido alla 12 settimana di gravidanza, così io e mio marito ci siamo messi on line e abbiamo verificato gli asili più vicini a casa nostra. L’asilo Dolfijn (non ve lo devo tradurre vero?!)  è vicinissimo: ci si va piedi, è della principale catena nazionale di asili, ha pure una sezione in inglese per stranieri, perfetto, vai: clicca! E  mi si apre questa pagina

fango 2😯 Santissimi numi del paradiso!

Dunque il 28 giugno questi hanno celebrato la giornata nazionale del fango. Il testo recita:
In questa giornata tutto gira intorno al fango. I bambini faranno esperienza del fango con tutti i loro sensi: toccandolo, annusandolo, ascoltandolo e vedendolo (ah allora non proprio tutti i sensi, volevo ben dire…). La giornata del fango è istituita affinché i bambini si sentano più vicini a madre natura e connessi con l’ ambiente.

In questo giorno giocheremo con la sabbia, l’acqua e il fango! Unitevi a noi in una giornata di tuffi, rotolamenti, scivolate, torte di fango e molto altro! Oggi va bene sporcarsi! I bambini potranno giocare più liberamente e potranno conoscere diverse materie. E poi è divertente! Vi chiediamo di portare un ricambio extra e di vestire i bambini con vestiti (vecchi)  che possano sporcare. (…)

Noi siamo eccitati all’idea di celebrare la giornata del fango! E tu?

fango

“Ecco, me lo crescono crucco!” è  stato il primo pensiero. Il secondo è stato “adesso capisco perché a 50 anni vanno ancora in campeggio: hanno insegnato loro che il fango è bello!” Il terzo è  stato “Va beh, almeno non arriverà a 30 anni senza l’immunità alla toxoplasmosi come sua madre…”

Poi mi sono letta 6 pagine di pdf con tutta la filosofia pedagogica dell’asilo per concludere: “mah sì, io e mio marito siamo andati all’asilo dalle suore, puó andare solo meglio…”

Sui bagni e i letti dell’asilo olandese …non perdetevi la prossima puntata!