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Poveri noi

Non ho mai capito perché in Olanda non si festeggia il 1 maggio, sará che di fondo sono calvinisti e laboriosi… Il resto d’Europa intanto ricorda la conquista della giornata lavorativa di 8 ore. Conquista niente affatto scontata anche ai giorni nostri: se guardo i miei amici italiani fare gli straordinari é l’ordinario, straordinari non pagati.
Nel libro Ozio creativo il sociologo De Masi tracciava l’origine culturale di questa pratica comune ai paesi latini e in effetti in Olanda é una pratica molto meno diffusa. Mi verrebbe da dire quindi che, al netto di tutto ció che ha portato la crisi, fare gli straordinari di default é proprio una caratteristica della nostra cultura lavorativa. Vi lascio qualche nota ironica sulle differenze culturali in ambito lavorativo tra Italia e Olanda. 🙂

fantozzi

Cartellino vs obiettivi

Italia: si timbra il cartellino e se arrivi tardi perché la tangenziale é chiusa da un incidente mortale ti genufletti e chiedi scusa. Esci dopo perché sei valutato per il tempo che passi in ufficio, allora fai straordinari affinché il capo pensi che sei uno che lavora sodo e/o che é sovraccaricato, nel corso della giornata peró hai aperto varie volte Facebook, la repubblica.com e il pacchetto Marlboro, giustamente un cervello non é efficiente 10 ore di fila.
Olanda: sei valutato in base al raggiungimento degli obiettivi, il cartellino non esiste. Se una tantum arrivi tardi o esci prima non importa, compensa la volta che il lavoro richiederá uno straordinario e tu garantirai comunque la tua produttivitá. Se stai in ufficio regolarmente piú di 8 ore sospettano che tu sia tonto o inefficiente e comunque stai prolungando il consumo di luce, eletricitá e acqua, quindi se proprio non hai finito, meglio se continui a casa tua. I dipendenti si sentono molto piú motivati perché sono valutati in base a dove sta il loro cervello e non il loro sedere, sono flessibili perché gli é concessa flessibilitá, che a volte ti risparmia l’onorario di una babysitter. Ma come fanno a sapere che alla fine tutti espletano il lavoro che corrisponde a 40 ore settimanali? Vedi il punto seguente

Rapporto feudale vs rapporto alla pari

Italia: il General Manager parla solo con i suoi diretti sottoposti, i vassalli. Sta ai vassalli gestirsi i valvassini  e ai valvassini i servi della gleba, sennó a cosa serve la gerarchia?!
Olanda: il General Manager saluta e chiama tutti per nome, anche la donna delle pulizie. Una volta all’anno fa una riunione di un quarto d’ora con ogni dipendente. Se ti incontra alla macchina del caffé, ti chiede come va il lavoro e la vita. Il management cosí si fa un’idea di cosa fai, quanto sei sveglio e quanto sei laborioso, fosse anche solo per quante volte ti trova alla macchina del caffé…

Mens sana in corpore sano

Italia: finisci di lavorare alle 18:00, ma stai lí fino alle 18:30 (vedi punto 1), Intanto hai preso un aulin per la cervicale che ti viene con lo schermo ad altezza fissa, ma l’azienda voleva tutti gli schermi alla stessa altezza perché la resa estetica é migliore. Poi esci e vai in palestra perché essere infisicato é un valore, del resto la bella presenza era richiesta nell’annuncio di lavoro. Torni a casa alle 20.45, poco male… la cena é pronta, infatti hai 35 anni e vivi con i tuoi perché come ti fai una famiglia con un lavoro precario che molli alle 18:30?!
Olanda: se ti viene male da qualche parte perché sei sempre alla scrivania, chiamano l’ergonomo che ti regola tutto in base alle tue misure e ti ordina il mouse adatto a te, i costi di tutto ció sono esenti da tasse, non é l’azienda che é buona e buono il wellfare. L’azienda ha uno sgravio fiscale anche per farti comprare una bicicletta, e se é un’azienda grossa ha pure doccia e spogliatoio. Non ci crederai ma all’azienda costa meno una bicicletta che un impiegato in malattia per cancro ai polmoni. Ti incoraggiano anche a fare due passi in pausa pranzo, un po’ di aria fresca e di moto fanno bene anche al cervello. Le aziende grosse il giovedí in pausa pranzo hanno 30 minuti con l’istruttore di yoga, gratis.

Pausa pranzo

Italia: La pausa pranzo dura un’ora o un’ora e mezza. Nel caso il capo viva nelle vicinanze anche due ore. Hai il tempo di andare al bar/trattoria da Gino, prenderti il menú fisso 100 grammi di bucatini alla matriciana e una birra a 5 euro e digerire il tutto. In questo modo stai fuori casa minimo 11 ore, una di andata-ritorno, 8 di lavoro, mezz’ora di straordinario e 1:30 di digestione, torni a casa che tuo figlio dorme giá, speriamo che si svegli di notte per un incubo cosí almeno gli dici “ciao”.
Olanda: La pausa dura mezz’ora, il tempo di un pranzo leggero che ti porti da casa, per i piú un paio di toast da riscaldare con lo scalda toast in mensa, ma gli immigrati si scaldano anche la pasta nel microonde 😉 A metá mattina o pomeriggio ti fai uno yogurt e non muori di fame, mangiare uno yogurt in pubblico non fa di te uno sfigato. Questa cosa fa sí che entri alle 8:30 ed esci alle 17:00. Lo ripeto: entri alle 8:30 ed esci alle 17:00.

Buona festa dei lavoratori!

In Olanda il gestore/emittente di solito fornisce telefono, internet e tv in un unico pacchetto. Esistono diversi abbonamenti, come è facile immaginare. Io ho il pacchetto base, mi basta e avanza su tutti e tre i fronti. Sono abbonata a Ziggo, uno degli emittenti più diffusi, se non il più diffuso. Ziggo nel suo pacchetto base offre anche una rosa di canali stranieri, tra cui Rai1, unico canale italiano. Dal 1° aprile 2015 Rai1 viene sostituita da Mediaset, questo succede perché a fine 2014 la societá di distribuzione TV via cavo UPC si è fusa con la societá Ziggo e Berlusconi è un azionista di UPC, accordi commerciali insomma. Sulla stessa community di Ziggo sono piovute proteste, reclamano pure gli olandesi, hanno persino fatto una petizione con raccolta di firme per chiedere di ripristinare Rai1. Con tutti i suoi limiti, Rai1 era pur sempre il canale di Montalbano, per dire… Ora, invece, il palinsesto offre Striscia la notizia, e noi cambiamo canale. 😦

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Il 2 dicembre, quando lessi sui giornali di 7 cinesi arsi vivi in una fabbrica di Prato dove lavoravano in schiavitù, pensai all’8 marzo. Pensai alla festa della donna, che secondo la leggenda ricorda le operaie morte nel rogo scoppiato nel capannone in cui erano state chiuse a chiave.

In entrambi i casi si tratta di lavoratori abusati nei loro diritti fondamentali: il diritto a non lavorare in schiavitù, il diritto a non essere rinchiuso, il diritto alla sicurezza. È più facile abusare dei gruppi sociali deboli e la Storia non ha risparmiato nessuno: nel 21° secolo sono i cinesi, nel 20° sono state le donne, il 19° secolo ha infierito anche su maschi bianchi, quelli che oggi sarebbero WASP.

L’8 marzo alcune donne si concentrano sulle conquiste e festeggiano, altre colgono l’occasione per focalizzare i traguardi ancora da raggiungere. In tutti i modi, credo che dobbiamo a noi stesse un momento di introspezione: mi capita di discriminare i gruppi sociali più deboli? La risposta è facile: sì, succede a tutti. Prendiamoci un momento per capire chi discriminiamo e in che modo. Può essere un senso di superiorità che si insinua nel tono della voce quando ci rivolgiamo a una persona ignorante; può essere uno sguardo di diffidenza al pakistano del negozio sotto casa; può essere un pettegolezzo sul figlio gay della vicina, può essere il disagio di fronte a un diversamente abile. Se non vogliamo una società che abusa dei gruppi deboli, incominciamo noi stesse a non discriminare. Auguri! Vi auguro di riuscirci! 🙂

Pochi giorni fa è nato il bimbo di una delle mie amiche storiche, una di quelle che conosco dalle elementari, siamo cresciute insieme. Sono quei momenti in cui l’espatrio pesa come un macigno sul cuore: ti impedisce di partecipare ai grandi eventi delle persone che ami. Se fossi stata a Bologna, sarei andata a trovarla in ospedale e poi a casa, le avrei portato un regalo per il piccolo e magari qualcosa da mangiare, che viene sempre utile avere qualcosa di pronto. Invece sono lontano e l’unica cosa che posso fare è inviare un regalo. Potrei comprare qualcosa sul sito di Prenatal o Zalando, ma verrebbe recapitato senza avviso, magari in un momento inopportuno, quando mamma e bimbo si sono appena addormentati. Allora ho pensato di sentire le altre amiche: possiamo fare un regalo cumulativo e loro glielo portano in un momento concordato, in modo da non disturbare. Mi basterebbe fare un bonifico a chi anticipa i soldi -pardon- mi sarebbe bastato fino al 1 febbraio, oggi non posso più perché su ogni bonifico dall’estero c’è una trattenuta del 20%. In pratica l’amica che va a comprare il regalo, si vedrebbe trattenere il 20% dal mio bonifico sulla presunzione che sia fonte di reddito dall’estero, starebbe a lei dimostrare che non lo è.

euro

Tra un paio di mesi si sposa il cugino di mio marito, che fu a sua volta nostro testimone di nozze, vorremmo fargli un bonifico per contribuire all’inizio della sua vita coniugale, ma gli tratterrebbero il 20%, dovrebbe dimostrare che quei soldi non provengono da una fonte estera di reddito.

Così tutto il flusso di soldi che non sono fonte di reddito viene fortemente disincentivato. Parliamo del frutto di risparmi guadagnati e già tassati all’estero. Significa che i risparmi accumulati in Olanda non possono essere spostati in Italia tramite bonifico sul conto corrente di una persona fisica. Sono risparmi accumulati dal mio stipendio olandese, già regolarmente tassato in Olanda, su cui l’Italia non ha alcun diritto visto che la mia posizone fiscale è regolarizzata in quanto iscritta all’Anagrafe dei residenti italiani all’estero: sono tassata in Olanda sui redditi percipiti in Olanda e sono tassata in Italia sui redditi percepiti in Italia. Il problema non riguarda solo gli italiani residenti all’estero, ma anche quelli residenti in Italia (trovate una bella casistica nell’articolo de Il Sole24 ore che vi linko in calce), e riguarda anche gli stranieri, per esempio quelli che hanno una seconda casa in Italia, e non sono pochi. Sono molti i pensionati dei paesi nordici che si trasferiscono a vivere nel sud Europa perché costa meno e il clima è più clemente con gli acciacchi della terza età: ci sarebbe una trattenuta del 20% sulla loro pensione che girano sul conto italiano.

Questa norma in pratica ridurrà il flusso di denaro dall’estero verso l’Italia, il flusso bancario si badi bene, non quello dei contanti. Questa norma fa sì che gli emigrati che spediscono soldi a casa si vedranno applicare una trattenuta del 20%, che verrá restituita in seguito, previa dimostrazione della natura del bonifico, con un conguaglio.

Per approfondire la questione vi lascio due link de Ilsole24ore, ma soprattutto vi lascio il link della petizione contraria a questa norma su change.org, bastano 10 secondi per firmarla e siamo giá oltre gli 11.000.

Per la petizione clicca QUI

Ilsole24ore: Ritenuta automatica del 20% sui bonifici dall’estero / I quesiti dei lettori

AGGIORNAMENTO: la norma è appena stata sospesa, la petizione  è stata molto efficace. Restiamo all’erta perché si parla solo di sospensione!

 

La notizia fa il giro del web tanto suona grossa. Oxfam ha stilato il nuovo indice globale sull’alimentazione e al primo posto c’é l’Olanda, l’Italia è solo ottava. La classifica prende in considerazione la qualità degli alimenti, l’accessibilità, la presenza di una dieta salutare e si domanda quanti abbiano a disposizione una quantità di cibo sufficiente. Calma dunque, non stiamo parlando se sono più buoni i tortellini o l’aringa cruda, stiamo parlando dell’accessibilità a cibo sano e nutriente a buon prezzo. Detto ciò, l’Olanda al primo posto suona ancora un bella sparata. Partiamo dall’accessibilità: certo a ogni angolo trovi un supermercato con tutto il cibo che vuoi, ma è “accessibile” a tutti? Le verdure costano una follia, la carne di allevamento biologico pure. Perché comprarsi carne bio?! Perché in Olanda è legale siringare acqua nella carne e lo fanno di brutto visto che la carne te la fanno pagare a peso: metti una bistecca sulla griglia antiaderente e ti viene fuori un pezzo di carne bollito da tanta acqua butta fuori. Se vuoi una bistecca alla griglia devi prendere carne in cui non sia stata siringata acqua. Sono scivolata nel criterio “gusto”, scusate, il punto è che la carne è più nutriente dell’acqua, no? Il pollo bio costa tipo 24 euro al kilo.

cipolle

Le verdure sono vendute a pezzi: una zucchina, non un kilo di zucchine. Le verdure sono coltivate nelle serre e affondano le radici nel terreno sabbioso conquistato al mare: dunque terreno poco ricco e niente sole, il dubbio è che la concentrazione di vitamine sia proporzionale al sapore. Una zucchina in Olanda costa come un kilo di zucchine in Italia.

Le frikandel o le oliebollen, in pratica zuccheri raffinati fritti, il cibo ideale per farsi venire diabete e arteriosclerosi in un colpo solo, quelle costano 0,80 cent a pezzo.

Come è possibile allora? Elisa Bacciotti, direttrice Campagne di Oxfam Italia afferma che  “l’Italia potrebbe essere al primo posto, ma nel nostro paese sempre più persone fanno fatica a mangiar sano e far quadrare il bilancio: il costo della vita in generale è alto rispetto al reddito medio degli italiani, che in proporzione spendono di più rispetto ad altri paesi e hanno meno possibilità di acquistare cibo buono a buon mercato”. Dunque la notizia non è che in Olanda si mangia meglio che in Italia, ma che in Olanda c’è un miglior rapporto salario/costo degli alimenti. La notizia non è una sorpresa e i titoli sono a dir poco strillati.

Del primo dell’anno ricordo due cose: il concerto di Vienna in tv e gli auguri maschili. In tarda mattinata suonava il campanello, il figlio dei vicini veniva mandato in tutto il palazzo a fare gli auguri: i primi auguri che ricevi devono essere fatti da un maschio perché siano di buono auspicio, mi spiegarono da bambina. Mi ricordo che, per fare gli auguri alle zie e alle nonne, doveva essere mio papà a chiamare perché nessuna si urtasse nel ricevere i primi auguri dell’anno da una donna. E io negli ultimi anni, quando ricevevo la chiamata da casa passavo il telefono al mio fidanzato perché sapevo che a casa era tradizione così: mi pareva un gesto di considerazione per loro, tanto a me non era mai importato niente di questa storia. Avrebbe dovuto importarmene, invece.

vischio

Quest’anno no, ho chiamato casa io e, se ci penso, mi vergogno degli anni in cui ho assecondato una tradizione misogina solo per compiacere usi e costumi. È una tradizione che poggia sull’archetipo della donna strega, della femmina che porta sfortuna e del maschio come dono del cielo.

Quest’anno sono incinta e potrebbe essere femmina. Buon anno a tutti!

Per lavoro viaggio nel nord Italia, soprattutto in Lombardia, e capita sempre di scambiare due parole con il vicino di posto in aereo, piuttosto che in aeroporto o in hotel. Mi è capitato di sentirmi chiedere con intonazione da bauscia “In Olanda non è mica come qui eh?! Ci sono gli emigrati in Olanda?”, “Sì, io” rispondo con un sorriso. A quelli che non capiscono che un italiano all’estero è pur sempre un emigrato, dedico questo post.

La Fuga dei Talenti

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Essere definiti dei maiali non è mai gratificante, soprattutto se sei un giovane emigrato in un Paese straniero. Putroppo l’aria che tira ultimamente in Gran Bretagna al riguardo non è esattamente la migliore, in questo senso, e il tabloid “The Sun” non è neppure il più politicamente corretto, tra quelli al servizio dei sudditi di Sua Maestà.

E’ però esemplificativo il titolo che qualche giorno fa campeggiava sulle pagine del giornale: “Pigs Here“, un gioco di parole (l’acronimo di Portogallo-Italia-Grecia-Spagna) per segnalare come, secondo l’ufficio nazionale di statistica, gli arrivi in terra britannica dei cittadini di questi Paesi siano letteralmente esplosi, nell’ultimo periodo.

A livello generale, l’immigrazione netta in UK è passata dalle 167mila unità del 2012 alle 182mila del 2013: l’incremento è dovuto soprattutto agli immigrati dei “Pigs”. Nel 2013, gli…

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