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Una ragazza olandese va in vacanza in Italia e grazie al 4G vodafone si connette ad internet dal suo cellulare per accedere a Tinder. Trova un maschio italiano di suo gradimento che le fa passare momenti tanto romantici (ma era su Tinder o su Meetic?!) quanto folkloristici, finché arriva il momento per cui ogni utente si mette su Tinder e…il finale è a sorpresa, o forse no.

Per chi non lo sapesse Tinder è un network per chi cerca sesso facile. Meetic è un network per chi cerca moglie/marito.

La conosciamo tutte quella sassaiola di giudizi e critiche mascherati da consigli non richiesti: si parte ancora prima della nascita con epidurale vs parto naturale, poi pannolini usa e getta vs ecologici, marsupio vs carrozzina. E il latte…ecco quello è la prima linea del conflitto e chiunque si sente in buon diritto di dire la sua: allattamento naturale vs artificiale, al seno o pompato. E ancora madri lavoratrici vs madri a casa, che in Olanda si estende a papà part-time o full-time. Così arriva la genialata di Similac, brand di prodotti alimentari per l’infanzia, che lancia la campagna  #SisterhoodUnite. La campagna di Similac invita alla solidarietà tra mamme per evitare la cosiddetta guerra delle madri. Similac ne fa la parodia con un video che in due settimane ha fatto 5 milioni e mezzo di visualizzazioni. E sapendo che si tratta di una guerra feroce hanno i disabilitato i commenti sotto al video di Youtube… 😉

Agenzia Publicis Kaplan Thaler USA

Il Leoncino d’oro, il Gouden Loeki,  è il premio che in Olanda viene assegnato al migliore spot pubblicitario dell’anno, la premiazione avviene in gennaio. Per il 2014 hanno premiato lo spot della Fondazione olandese dei cani guida (KNGF Geleidehonden). Dal 1935 questa fondazione addestra cani per gli ipovedenti, ma negli ultimi anni ha arricchito i suoi servizi: dal 2007 fornisce cani di supporto per i bambini autistici, poi ha introdotto cani che aiutano le persone sulla sedia a rotelle e dal 2012 i cani buddy, ovvero cani per persone che soffrono di Disturbi post-traumatici da stress, in particolare militari o agenti.

Questo è il bellissimo post con cui hanno vinto il Leoncino d’oro 2014, il claim recita: “Aiutiamo non solo coloro che non riescono a vedere, ma anche coloro che hanno visto troppo“.

Lo scopo dello spot è implicito: far conoscere l’attività della fondazione per ottenere sostegno, in primis economico: fundraising se vogliamo usare un nome tecnico.

Lo spot è dell’agenzia Selmore di Amsterdam.

La multinazionale svedese SCA produce assorbenti, in Italia venduti con il marchio Nuvenia, in altri paesi sotto il brand Libresse. Dal primo marzo acquistando una confezione di Nuvenia o Libresse si può vincere un viaggio a New York. Lo spot per promuovere il concorso Pink Ticket è stato fatto da un’agenzia svedese, e si vede! 😉 Mette in scena adolescenti e donne, bianche e nere, magre e grasse. Non ricordo di aver mai visto prima in pubblicità una donna con la cellulite mentre salta di gioia.

Sul sito Libresse olandese trovi lo spot, sul sito italiano Nuvenia no: lo mandano in onda anche in Italia?

libresse

Dill è l’anagramma di Lidl ed è il nome del ristorante che aprirà il 1 febbraio a L’Aia. Il concept del ristorante è in perfetta sintonia con la classifica Oxfam (vedi qui): cuochi professionisti cucinano solo prodotti da discount alimentare e servono un pasto a 5 euro, bevande incluse, a detta loro un pasto sano. I camerieri non sono professionisti per tenere basso il costo del lavoro, ma in Olanda i camerieri di prassi sono studenti, dunque la qualità del servizio in media è molto bassa. Il target sono famiglie povere, anziani e studenti. Mi stupisce che il ristorante abbia sede proprio a l’Aia, la capitale politica e dell’industria del petrolio, dove tra alti funzionari, diplomatici e stipendiati dell’oil business i prezzi sono i più cari di tutta Olanda, più cari di Amsterdam! Il budget restaurant è in Rabbijn Maarsenplein a L’Aia, se ci andate fateci sapere 😉 http://dillrestaurant.nl/

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A sentire i media olandesi, l’impreditore Sedebum che è dietro al progetto si è ispirato al Dill di Stoccolma, il cui concept in realtà era molto diverso. L’omonimo locale svedese, faceva capo a Wignall, chef pluristellato Michelin che aveva messo in tavola un menù a 55 euro facendo sempre il tutto esaurito: un ottimo prezzo per una cucina sofisticata e un ambiente glamour. Il trucco era stato svelato dopo 3 settimane: il locale era un ristorante pop-up destinato a restare aperto solo il tempo di attirare l’attenzione della stampa e farsi coronare come miglior ristorante per rapporto qualità-prezzo, un’ottima trovata del marketing Lidl che punta a sfatare il pregiudizio sulla bassa qualità dei prodotti da discount alimentare. Mah, a me pare un sillogismo gastronomico: la stella Michelin è garanzia di qualità, se uno chef stellato cucina prodotti Lidl allora i prodotti Lidl sono di qualità.

Ma come viene attribuita la stella Michelin? Non sulla base della genuinità degli ingredienti, se si cerca quella meglio prendere la guida Slow food. La qualità delle materie prime è solo uno dei parametri che contribuiscono al raggiungimento della stella Michelin, che è invece il risultato di una serie di indicatori tra cui tipologia di cucina, giuste cotture, servizio, ecc…

Almeno il Dill olandese con il suo menù a 5 euro è meno pretenzioso di quello di Stoccolma, l’idea è che non serve un grosso budget per concedersi una cena sfiziosa al ristorante. Del resto abbiamo già parlato di quanto gli olandesi siano attratti da ciò che è gratis… Vedi “È gratis! Anzi ggrratis“.

Finalmente una pubblicità in cui l’uomo è oggetto del desiderio senza essere presentato come un bisteccone! Una conquista dei contadini di Boerenland 🙂 , marchio Campina. Certo gli agricoltori di Boerenland sono prestanti, uno ci fa intravedere anche gli addominali, eppure non sono i muscoli a conquistare le donne, che si sciolgono invece di fronte alla tenerezza dei contadini: l’accortezza nel preservare un nido di pulcini, la premura nell’allattare un vitellino… “Se vuoi provare la tenerezza del contadino, prova lo yogurt biologioco”, recita la voce fuori campo.

Non è la prima volta che il marchio Campina prende le distanze da un certo modo di fare pubblicità, vi avevo già segnalato Campina nel post L’ironia del formaggio olandese. I contadini di Boerenland infatti sono ben lontani dallo striptease della Coca light.

Per non parlare dello spogliarello della Jillz:

Direi che la pubblicità questa volta si riavvicina alla vita reale, dove gli addominali vogliono la loro parte (come nello spot), ma la tenerezza continua a sedurre. O sbaglio? Lo chiedo alle donne: che effetto vi fa un uomo con un cucciolo di cane o con un passeggino? Anzi lo chiedo anche gli uomini: mai rimorchiato grazie a un cagnolino/fratellino? 😛