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L’hai fatto il test di LinkedIn? Parlo del test per misurare il tuo Social Selling Index (SSI), un punteggio che ti dice se sei bravo a vendere/ti sulla base della tua attività sul social network. Fatto il test, LinkedIn ti presenta un breve tutorial per migliorare il tuo SSI. I suggerimenti, come se non li avessimo già letti mille volte altrove, sono tutti riconducibili a un diktat: devi essere attivo su LinkedIn, quindi rifinisci il tuo profilo; connetti Influencer alla tua rete; posta i tuoi articoli, uno al giorno possibilmente; commenta quelli degli altri; partecipa alle discussioni nei gruppi; condividi contenuti e commentali; interagisci con i tuoi contatti; fa’ l’endorsement delle loro competenze e le congratulazioni per i loro anniversari professionali.

Qui io ci trovo il paradosso: se fai queste cose in orario di lavoro, siamo proprio sicuri che faccia bene alla tua reputazione professionale? O forse i tuoi contatti penseranno che ti fai i fatti tuoi anziché lavorare? Io mi ci dedico in pausa pranzo, ma dato il mio SSI pare che non sia sufficiente. 😦

Se invece fai tutto ció fuori dall’orario di lavoro, le tue attivitá saranno meno visibili perché finiranno sulla bacheca dei tuoi contatti mentre loro non sono connessi.

Voi che ne dite?

LI

 

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Per lavoro viaggio nel nord Italia, soprattutto in Lombardia, e capita sempre di scambiare due parole con il vicino di posto in aereo, piuttosto che in aeroporto o in hotel. Mi è capitato di sentirmi chiedere con intonazione da bauscia “In Olanda non è mica come qui eh?! Ci sono gli emigrati in Olanda?”, “Sì, io” rispondo con un sorriso. A quelli che non capiscono che un italiano all’estero è pur sempre un emigrato, dedico questo post.

La Fuga dei Talenti

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Essere definiti dei maiali non è mai gratificante, soprattutto se sei un giovane emigrato in un Paese straniero. Putroppo l’aria che tira ultimamente in Gran Bretagna al riguardo non è esattamente la migliore, in questo senso, e il tabloid “The Sun” non è neppure il più politicamente corretto, tra quelli al servizio dei sudditi di Sua Maestà.

E’ però esemplificativo il titolo che qualche giorno fa campeggiava sulle pagine del giornale: “Pigs Here“, un gioco di parole (l’acronimo di Portogallo-Italia-Grecia-Spagna) per segnalare come, secondo l’ufficio nazionale di statistica, gli arrivi in terra britannica dei cittadini di questi Paesi siano letteralmente esplosi, nell’ultimo periodo.

A livello generale, l’immigrazione netta in UK è passata dalle 167mila unità del 2012 alle 182mila del 2013: l’incremento è dovuto soprattutto agli immigrati dei “Pigs”. Nel 2013, gli…

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